Altri Sguardi: decostruire il museo attraverso nuove prospettive

Altri Sguardi
Chiudi ph: Matteo De Fina © Palazzo Grassi
Articolo
7.04.26

Altri Sguardi: decostruire il museo attraverso nuove prospettive

A Palazzo Grassi – Punta della Dogana, il progetto Altri Sguardi trasforma il museo in uno spazio di confronto e partecipazione, dove persone rifugiate e migranti diventano interpreti delle opere, offrendo letture plurali che mettono in discussione lo sguardo dominante e arricchiscono la narrazione

Altri Sguardi è il laboratorio di scambio culturale che Palazzo Grassi – Punta della Dogana dedica ogni anno a persone rifugiate, richiedenti asilo e partecipanti con una storia di migrazione. Nato nel 2019, il progetto si fonda su un gesto spesso considerato radicale: invertire la prospettiva. 

I partecipanti di Altri Sguardi osservano, interpretano e mediano le opere d'arte proponendo ai visitatori una narrazione inedita e plurale delle mostre delle sedi veneziane della Pinault Collection. Le loro esperienze personali mettono in discussione l’apparente neutralità dello sguardo museale. Il museo, infatti, non è mai uno spazio neutro: è attraversato da visioni, gerarchie e categorie culturali che spesso riflettono una prospettiva eurocentrica e occidentale consolidata. Altri Sguardi si configura allora come un esercizio di decostruzione di questo “sguardo dominante”, aprendo uno spazio in cui voci solitamente marginalizzate trovano legittimità, visibilità e ascolto. 

Il percorso si sviluppa attraverso un ciclo di incontri guidati dallo staff di mediazione e da tutor, spesso ex partecipanti del laboratorio, durante i quali il gruppo visita le mostre, discute le opere e costruisce nuovi itinerari di interpretazione. Edizione dopo edizione, il progetto si ridefinisce insieme ai suoi partecipanti, adattandosi ai bisogni e agli spunti emersi nel corso dell’esperienza. 

Il museo si trasforma pienamente in uno spazio di apertura e di confronto, in cui la pluralità delle storie individuali problematizza e arricchisce la narrazione istituzionale. Le opere diventano così terreno di dialogo su questioni urgenti della contemporaneità, come l’inclusione sociale e culturale, il ruolo della lingua e le complessità della rappresentazione. 

Più che un semplice progetto educativo, Altri Sguardi è un dispositivo critico: un modo per interrogare il museo e le sue esposizioni, ridefinirne le pratiche e immaginare nuove forme di relazione.  

 

 

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