Punta della Dogana

Punta della Dogana
Chiudi Punta della Dogana © Palazzo Grassi, ph: Thomas Mayer
Articolo
22.02.23

Punta della Dogana

Dopo l'acquisizione di Palazzo Grassi, François Pinault espande il suo progetto culturale a Venezia attraverso il recupero e il restauro di Punta della Dogana, la Dogana da Mar seicentesca.

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5 min

Ad appena due anni dall’acquisizione di Palazzo Grassi, nel 2009 François Pinault espande il suo progetto culturale a Venezia attraverso il restauro dello storico complesso di Punta della Dogana.

I magazzini della Dogana da Mar, uno spazio commerciale completato nella sua forma attuale nel 1682, sono stati riprogrettati dall’architetto Giuseppe Benoni sulla base del preesistente complesso architettonico quattrocentesco, creato per spostare la sede operativa doganale dalla zona dell’Arsenale. Punta della Dogana si colloca in un punto strategico di Venezia: all’imbocco del Canal Grande, vicino alla Basilica Santa Maria della Salute di Baldassarre Longhena, da qui si possono ammirare sia San Marco che l’Isola di San Giorgio Maggiore.

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© Matteo De Fina
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Il complesso monumentale di Punta della Dogana presenta una pianta triangolare che è rimasta inalterata nel tempo e, in corrispondenza della torretta nella sua parte terminale, un gruppo scultoreo raffigurante due Atlanti che sorreggono un globo terrestre in bronzo dorato, in cima al quale si erge la statua della Fortuna che, muovendosi, indica la direzione in cui soffia il vento. Al termine del loro funzionamento, negli anni Ottanta del secolo scorso, i magazzini versano in uno stato di degrado fino al 2007, quando per la salvaguardia e il recupero di questo monumento emblematico della città viene indetto un bando del Comune di Venezia a cui François Pinault partecipa con un progetto di riqualificazione firmato da Tadao Ando, riuscendo ad assicurarsi il cantiere di Punta della Dogana. Con una campagna di restauro basata sull’idea di mantenere in equilibrio memoria storica e innovazione tecnologica, in poco più di un anno l’architetto giapponese riporta alla luce le pareti in mattoni e le capriate lignee originali, agisce sulle fondamenta per porre l’edificio al riparo sia dall’umidità sia dagli effetti delle alte maree, e lo trasforma in uno spazio dal carattere spettacolare e discreto al tempo stesso.

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Punta della Dogana © Palazzo Grassi, ph: Marco Cappelletti
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Dando valore al passato si procede sul recupero della struttura: all’interno Tadao Ando ha agito sugli elementi che erano stati modificati nel tempo eliminando le aggiunte moderne, giustapponendo materiali e forme contemporanee come le pareti in cemento a vista, e crea ex novo un immersivo Cubo in cemento armato, posto nell’ambiente centrale a doppia altezza, conferendo al cemento dignità di materiale nobile, come già sperimentato in altri famosi progetti. Questo spazio singolare, che viene progettato con lo stesso principio simbolico che si ritrova anche nella Rotonda della Bourse de Commerce a Parigi, costituisce una parentesi geometrica degli spazi che attraversa verticalmente il centro della pianta triangolare di Punta della Dogana. Questa scatola di calcestruzzo a tutta altezza, il cuore pulsante dell’intero ambiente, presenta l’accostamento di una pavimentazione tradizionale veneziana da esterno, a masegni, e i muri in cemento armato, lisci e setosi al tatto, in grado di creare una dimensione d’introspezione.

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Punta della Dogana © Palazzo Grassi, ph: Marco Cappelletti
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All’esterno si opta per una restituzione coerente dello stile funzionale e privo di decorazioni superflue della Dogana da Mar originale, intervenendo solamente sulle aperture, nelle quali Tadao Ando inserisce la citazione a un architetto particolarmente importante per la Venezia contemporanea: le griglie ortogonali di acciaio che costituiscono le aperture esterne, infatti, sono un rimando al portone del negozio Olivetti delle Procuratie Vecchie che affacciano su Piazza San Marco, opera di Carlo Scarpa.

Il restauro dell’architetto giapponese, terminato nel 2009, permette di compiere una “camminata nell’arte”: un’esperienza contemporaneamente all’interno dell’arte, dell’architettura e della città di Venezia, che entra attraverso le ampie finestre a mezzaluna. Un luogo nato con funzione esclusivamente commerciale, viene riconvertito liberando i suoi ambienti il più possibile in modo da fornire spazi dilatati in grado di ospitare anche le opere più monumentali della Pinault Collection.

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Punta della Dogana © Palazzo Grassi, ph: Andrea Jemolo
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Uno spazio interamente rinnovato da Tadao Ando