Le Voyage de la Vénus Noire - Alice Diop
La regista e sceneggiatrice francese Alice Diop è la protagonista del secondo appuntamento del ciclo Extended, un programma di performance a cura di Ilaria Mancia negli spazi di Palazzo Grassi, Punta della Dogana e del Teatrino.
Nelle sale di Punta della Dogana, Diop presenta Le Voyage de la Vénus Noire, la sua prima performance teatrale nata dalla lettura dell’omonimo testo dell’artista e poetessa Robin Coste Lewis.
Concepita come un’odissea poetica e metaforica, l’opera attraversa spazio e tempo per restituire voce e presenza a figure rimosse dalla storia dell’arte occidentale, a volte rese anonime o trasformate in ornamenti. In una forma scenica essenziale e intima, la regista si fa mediatrice del testo, dando corpo a un pensiero profondo e vibrante, capace di coinvolgere il pubblico con forza e sensibilità. Ne emerge un viaggio vertiginoso nel nostro subconscio visivo, dove affiorano immagini, stereotipi e fantasmi della rappresentazione, invitandoci a riflettere su come la violenza della Storia abbia plasmato il nostro io più intimo.
Alice Diop è una pluripremiata regista e sceneggiatrice francese di origine senegalese, nota per il suo cinema impegnato che esplora la società francese, la periferia e l'identità. Cresciuta a Aulnay-sous-Bois, ha studiato sociologia e storia, portando uno sguardo documentaristico e intimo in opere come Nous (2021) Vers la tendresse (2017). Il suo debutto nella finzione, Saint Omer (2022), ha vinto il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria e il Leone del Futuro a Venezia. Con l’obiettivo di interrogare la società francese partendo dai margini, si è distinta per la sua determinazione nel dare forma a percorsi unici, esplorando il personale per accedere all’universale. Il lavoro di Alice Diop indaga territori geografici ancora in gran parte assenti dalla maggior parte degli schermi cinematografici e mette insieme una varietà di dispositivi che attingono alla storia sia del cinema sia della letteratura. Osservate attraverso il prisma della banalità dell’esistenza umana, queste realtà trovano espressione in contesti diversi: dai viaggi sulla RER, alle conversazioni fuori dalle agenzie di scommesse, fino alla preparazione dei pasti in cucina. Intrisa di una finta semplicità (riprese in camera, tempo reale, saggio documentario), la sua opera trasforma le periferie in un terreno di sperimentazione al tempo stesso cinematografico, semantico e sociologico. La dimensione politica della vita quotidiana viene spogliata fino a un grado quasi estenuante, attraverso un approccio artistico tanto riflessivo quanto potente.
CREDITI:
Concezione Alice Diop
Testo Robin Coste Lewis
Con Alice Diop
Traduzione e collaborazione artistica Nicholas Elliott
Sguardo esterno Thierry Thieû Niang
Creazione luci Marie-Christine Soma
Oggetti di scena e direzione tecnica Lucie Basclet
Costumi LEMAIRE
Répétitrice Léa Boublil
Revisione della traduzione Jean-Philippe Tessé
Il testo di Robin Coste Lewis, nella sua traduzione francese, è pubblicato da Gallimard (novembre 2025).
Produzione MC93 — Maison de la Culture de Seine-Saint-Denis, Festival d’Automne à Paris
Coproduzione Comédie de Genève, La Comédie de Valence – CDN Drôme-Ardèche, Wiener Festwochen | Freie Republik Wien, Kunstenfestivaldesarts, Le Rideau de Bruxelles, Centre Dramatique National Orléans – Centre-Val de Loire, MansA - Maison des Mondes Africains
Seguiranno a breve maggiori informazioni su orari e modalità di accesso su questa pagina.